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Don DeLillo |
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Don Delillo scrittore di origine
italiana nasce come scrittore negli anni Settanta.
I suoi esordi sono legati a titoli quali Americana, End Zone, Great
Jones Street e Players, ma è con la pubblicazione di White Noise
(Rumore Bianco) e di Libra che DeLillo diventa un autore di culto.
Ciò che lo contraddistingue, nella vita, è un cauto isolamento che
lo tiene lontano dalla notorietà e da ciò che essa comporta, mentre
dal punto di vista letterario è la capacità di comporre opere di
grande respiro in cui si riflette la società americana, le sue
passioni, le sue paure, i suoi limiti; gli aspetti deboli e ingenui
del mito che ha saputo costruire, visti però con sarcasmo e con
affetto. Inconfondibile è anche il suo stile: una scrittura che
penetra nella storia statunitense moderna con grande abilità
nell'uso di registri e linguaggi diversi e un periodare vorticoso, a
volte apparentemente slegato dalla trama stessa.
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Pier Paolo Pasolini |
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L'itinerario
poetico di Pier Paolo Pasolini è complesso e anche contraddittorio,
ricco di esperienze linguistiche e stilistiche diverse, di tensioni,
di suggestioni accolte e di polemici rifiuti. Pasolini in quest'epoca
si impose una difficile sintesi di lirismo e poesia civilmente
impegnata, di cui sono testimonianza le raccolte Le ceneri di
Gramsci (1957) e La religione del mio tempo (1961). Pasolini offre
una cruda testimonianza della vita nelle borgate romane tra la fine
della seconda guerra mondiale e l'inizio degli anni cinquanta
teorizzando la necessità, per lo scrittore che volesse lasciar
"parlare le cose", di attuare una operazione regressivo-mimetica, il
che vuol dire sostanzialmente abdicare alla propria identità
socio-culturale e linguistica di autore colto per lasciar posto alla
voce diretta del parlante (popolare). Nelle descrizioni
paesaggistiche, comunque, l'autore opta sovente per un registro
linguistico alto, in cui il lirismo, la densità metaforica del
lessico, la stessa sintassi (in genere ipotattica), si collocano
agli antipodi della mimesi gergale; si veda ad esempio un periodo
come questo: «... una luce più che viola era venuta a galleggiare
limpida negli spazi delle strade, tra palazzo e palazzo, riverberata
fin laggiù da quella specie d'incendio lontano e invisibile, dietro
i colli, mentre tra un cornicione e l'altro due o tre civette
svolazzavano lanciando qualche strillo |
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Jorge Luis Borges |
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"Manuale di Zoologia Fantastica" : Animali degli specchi
Una notte la gente dello specchio invase la terra. Irruppe con
grandi forze. Ma , dopo sanguinose battaglie, le arti magiche
dell’Imperatore Giallo prevalsero. Egli ricacciò gli invasori, li
incarcerò negli specchi, e impose loro il compito di ripetere, come
in una specie di sogno, tutti gli atti degli uomini. Li privò di
forza e di figura propria , riducendoli a meri riflessi servili. Un
giorno, tuttavia, essi si scuoteranno da questo letargo magico. Il
primo a svegliarsi sarà il Pesce. Nel fondo dello specchio
scorgeremo una linea sottile, e il colore di questa linea non
rassomiglierà a nessun altro. Poi verranno svegliandosi le altre
forme. Gradualmente, differiranno da noi; gradualmente, non ci
imiteranno. Romperanno le barriere di vetro o di metallo e questa
volta non saranno vinte. Al fianco delle creature degli specchi
combatteranno le creature dell’acqua. Nello Yunnan si parla non del
Pesce ma della Tigre dello specchio. Altri intende che, prima
dell'invasione, udremo nel fondo degli specchi il rumore delle armi
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Jean-Patrick Manchette |
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Manchette
non è realmente un rivoluzionario: è un ribelle. E’ l’uomo che
propone seriamente agli amici di spargere sul pavé parigino bucce di
banane, perché i poliziotti scivolino durante le cariche. E che,
quando denuncia le aberrazioni del potere, lo fa senza concedere
alcun credito scontato alle motivazioni degli antagonisti. L’etica è
senz’altro dalla loro parte, però cadono troppo spesso prigionieri
di un fervore religioso che li espone alle peggiori
strumentalizzazioni. E’ la pars destruens che va coltivata, la
destrutturazione quotidiana dei dogmi. Non solo ai nobili, ma anche
a Robespierre va strappato il parrucchino. Con un gesto in fondo più
aristocratico di quelli di tutti loro, nobili e rivoluzionari, però
condito da ironica eleganza. In sintonia con i baffetti fini di
Dashiell Hammett, con il sarcasmo di Karl Marx, con la folle
cattiveria di Harpo Marx quando tagliava al prossimo la cravatta o
il fondo dei calzoni".
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Joseph Conrad |
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Conrad grande maestro della
letteratura
appartiene ai narratori che seppero riflettere la crisi della
società ottocentesca privilegiando l'investigazione dei problemi
individuali e facendola coincidere con la ricerca della forma
letteraria perfetta. Suo tema fondamentale è la solitudine
dell'individuo, in balìa dei ciechi colpi del caso, di cui il mare è
simbolo. L'eroe solitario di Conrad, quasi sempre un fuggiasco o un
reietto, segnato dalla sventura o dal rimorso, e stretto parente
dell'angelo caduto caro ai romanticisti, conquista la sua identità
affrontando con stoicismo le prove che il destino gli riserva. L'uso
accorto dell'espediente del 'punto di vista' consente a Conrad di
eludere i rischi del patetico, distanziando e oggettivando la
vicenda, e ponendola in una atmosfera di irriducibile ambiguità. |
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